Cliente: Privato

Luogo: Brescia

Progettista:  ZDA | Zupelli Design Architettura

Quando si hanno 140 metri quadri e una superficie molto regolare a disposizione, sono tante le cose (o dovremmo dire “le case”?) che si possono fare. Si possono dividere gli spazi, creare stanze, ricavare angoli, parcellizzare i volumi. Oppure no. Si può, invece, lasciare semplicemente che la luce entri da tutti e quattro i lati della casa e che ne illumini l’unico grande ambiente che la compone. E’ quello che hanno fatto gli architetti Carlo ed Ezio Zupelli, specializzati in architettura e progettazione di interni con un occhio attento anche all’oggettistica e al design. Nel 2015 padre e figlio hanno infatti preso in mano carte e disegni di questa tipica mansarda bresciana che, dopo 2 anni di progettazione e lavori, hanno restituito al committente totalmente rinnovata, a cominciare dalla disposizione delle stanze. Non più porte e divisori, ma un ampio open space: zona giorno a ovest, per godere della luce piena; e zona notte a est, per un risveglio dolce. In mezzo, il bagno padronale: unico filtro tra le due aree, grazie alle porte a pacchetto studiate ad hoc, il bagno collega o divide il living dalla camera da letto lasciando però sempre liberi i passaggi laterali per una visione a 360° del paesaggio circostante.

L’intero appartamento, situato al secondo piano di una tipica cascina lombarda, diventa così la cornice luminosa del nucleo attrezzato centrale, con spazi gestibili e personalizzabili a piacere e affacci finestrati su ogni lato. Ma c’è anche un altro elemento che unisce le due aree: il parquet. Posato in tutta la casa, compresi i servizi, il rovere della linea Smile xxl miele di Gazzotti (dimensioni 170/180mm x 1500/2000mm per 15mm di spessore) corre indistintamente all’interno di tutti gli ambienti, creando una continuità materica che ben si presta ad accogliere i diversi assetti della casa. Camera da letto, bagno padronale e di servizio, living e cucina open space: tutto è attraversato dal parquet Gazzotti in armonia perfetta con il concept dell’open-space progettuale. Open-space che mira ad una visione d’insieme il più possibile neutrale, dove poter far emergere la personalità e il gusto di chi lo abita. Per questo il colore dominante dell’appartamento è il bianco: bianco delle travi sbiancate, delle armadiature su misura fino alle porte a raso muro. In netto contrasto con il candore dell’involucro, il pavimento in rovere mielato emerge senza interferire, presenza discreta ma necessaria, quasi come un direttore d’orchestra del progetto e dei suoi elementi. Carta bianca dunque al proprietario e alle sue esigenze che, grazie a cromie e pavimentazione condivise tra tutti gli spazi, può decidere di personalizzare gli interni in tutta libertà.

Ristrutturazione sapiente, il caratteristico aspetto rurale di questo fabbricato viene reinterpretato in chiave contemporanea e valorizzato da materiali di pregio e sorprendenti giochi di luce. Sarà forse per questo che si chiama Casa LU?

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